Palermo, banco pesce di Ballarò

Palermo, banco pesce di Ballarò

Siamo a Palermo ad un banco pesce di Ballarò ! La prima immagine mostra varietà di pescato di piccola pezzatura e ottenuto con diversi metodi di pesca .Non ostante la legge lo preveda non viene indicata la specie , l’area di provenienza né il metodo di cattura! I prezzi se confrontati con quelli del Nord Italia sono incredibilmente bassi. Degno di nota come le dimensioni del P.spada sul banchetto di sfondo siano decisamente ridotte rispetto a quelle che erano normali solo alcuni anni fa.

Anche la Cernia di specie sconosciuta appare già sfilettata e di dimensioni ridotte .E’ difficile stabilirne da un primo esame origine e specie e alla vista appare paragonabile al Persico africano …ormai diffuso e richiesto in tutti i punti vendita del paese. Il Persico africano o del Nilo è specie affine alle Cernie e potrebbe anche essere venduto come tale ,visto che viene offerto con le stesse modalita’.

La seconda immagine mostra lo scempio dimensionale di molluschi a cui il culto ineliminabile della “neonata” impedisce di rinunciare : a sinistra stadi giovanili di Calamaro e a destra delle Sepiole che non sono destinate a crescere più di tanto rispetto quelle sul banco ,ma che sono essenziali per la rete trofica dell’ambiente marino.

Quasi tutto il pescato esposto è frutto di pesca a strascico e i risultati mostrano che siamo veremente al “raschio del barile”!

Emblematico di ciò la vista nella terza immagine di Razze, ormai a oltre il 90% di estinzione e di Rane pescatrici di cui si offrono esemplari giovanili che se lasciati crescere ….potrebbero anche essere remunerativi in futuro per la pesca stessa, ma nel caso documentato dimostrano solo un accanimento ottuso nel prelievo e nel consumo.

Siamo al Far West di ogni regola di rispetto della vita marina e delle risorse residue, come nel complesso dimostrano le dimensioni generali delle specie in offerta.

Una storia recente di sfrontata grettezza e furbizia, …dopo la manifestazione dei pescatori a Roma , tenderebbe a far passare che la sparizione di Acciughe e Sardine nella zona di Sciacca e nel Medio Adriatico ..pesci decimati dalle “volanti a coppia”…,vada attribuita alla incredibile densità di Tonni rossi che se ne cibano e mandano sul lastrico i poveri pescatori!

La realtà è per contro e purtroppo evidenziata da questo banco pesce di Ballarò veramente emblematico della attuale capacità e selettività della pesca che viene praticata e che dice chiaramente come le risorse siano a termine.

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