Il Far West dei Mari… la strage continua!

Il Far West dei Mari… la strage continua!

E’ difficile quantificare quando il prelievo continuo e in aumento di organismi marini da mari e oceani di tutto il Pianeta darà segnali irreversibili di totale collasso, ma è certo che i punti vendita siano i banchi del surgelato dei grandi supermercati o la merce esposta nelle pescherie e nei mercati rionali, non mostrano il benchè minimo segnale di un rallentamento nei consumi per le specie marine già in sofferenza per overfishing e pericolosamente avviate a una prossima estinzione.

La legge del mercato imposta dalle grandi flotte pescherecce e dalla grande distribuzione è spietata verso gli organismi dei mari , sia che si tratti del Krill ai due Poli , dei grandi predatori pelagici o degli abitanti di moltissimi fondali.

Le norme internazionali che dovrebbero garantire una migliore gestione della biodiversità marina non sono accolte da tutti i paesi pescherecci con Cina e Corea in prima linea (ma anche Indonesia,Giappone,Norvegia,Spagna,Argentina) e la situazione è paragonabile ad una corsa all’oro con regole da Far West.A farla da padrona è la pesca illegale agevolata dalla mancanza di controlli in mare ,ma anche quella “legalizzata” è ben planetariamente al di sopra delle capacità di automantenimento degli Ecosistemi marini.

Pesci Spada , Tonni e Squali sono immancabili nei numerosi punti vendita ,sia come prodotto “fresco” o “congelato” ….e che scongelato si presta a ridiventare fresco ad uso di inconsapevoli “fresconi”!La domanda del pubblico che non rinuncia alle propie radicate abitudini, fà si’ che si cerchino deroghe al prelievo di specie essenziali al mantenimento delle reti trofiche, come nel caso dei “Rossetti” nel nostro paese e che tecnicamente sono difficilmente separabili dai “Bianchetti” per metodo di pesca.

Le regole non sembrano stimolare particolare interesse nel loro rispetto con esempi anche eclatanti lungo le nostre coste ; nella grande distribuzione (Supermercati) è ormai standardizzata l’offerta di Orate e Branzini d’acquacoltura (Italia,Grecia,Turchia,Croazia) che và a far compagnia ad un pescato “fresco” di provenienza Nord atlantica e di aspetto un pò affaticato ,ma frequentemente sfilettato e deposto in contenitori di plastica insieme a Vongole “falso veraci” e Cozze spesso di provenienza spagnola (meno sapide delle nostrane,ma più grandi e rapide nella crescita).

Molta più liberta di scelta fino all’arbitrio la si può riscontrare nei banchi pesce in alcuni mercati rionali, dove compaiono specie anche rare e poco conosciute dai consumatori insieme agli immancabili Pesci spada, e tranci di Tonno e Smeriglio.Non infrequente l’esposizione di pescato “ sottotaglia” specie nel “pesce da zuppa “ dove compaiono infanti di Rana pescatrice o Pesce S.Pietro vittime delle sistematiche “strascicate” dei fondali .
In evidenza sono anche modalità di conservazione con contatto promiscuo di specie già sfilettatate o in tranci a stretto contatto con esemplari interi che garantiscono un considerevole scambio di agenti batterici con la possibilità che possono trionfare in una indesiderabile festa gastrointestinale nella pancia dell’incauto consumatore.

Il tutto può essere completato dalla più totale mancanza di etichettatura di legge con assenza di nominativo della specie , la zona di provenienza della stessa e il metodo di pesca utilizzato!E’ possibile che chi vende il pescato con banchi mobili sfugga maggiormente ai controlli di legge ,ma l’ostentazione “sicura” di merce che non rispetta nessuna norma ,può anche significare che il monitoraggio delle autorità non è particolarmente temuto ,forse perche’ localmente poco frequente.
E veniamo allo scopo di questa presentazione : la documentazione per immagini di quanto scritto prendendo ad esempio un banco pesce ambulante visitando un mercato domenicale in Oltrepò pavese.


Nella immagine sopra riportata campeggia una specie poco comune, di profondità, cosmopolita e la cui carne bianchissima, molto apprezzata in Liguria ,spunta prezzi assai elevati presso i ristoratori che la propongono nel menù .
E’ un pesce poco conosciuto dal pubblico, si chiama Morone ( Centrolophus niger ) o Ricciola di profondità con le quali però non possiede alcuna affinità se non quella di essere un pesce ; l’esemplare è di taglia ragguardevole e sarebbe interessante sapere come sia finito intero su di un banco ambulante e di domenica!
Lo onorano alla sua sinistra un trancio decongelato di Pesce spada insieme alla testa e fette di un’altro esemplare fresco ,ma di cui è ignota la provenienza (foto seguente).


Il nostro povero Morone serve anche d’appoggio a “sfilettati” vari senza indicazione di alcun tipo, mentre alla sua destra completano il quadro una piccola Palamita e per la gioia dei mari tranci di Squalo (Smeriglio) e di un’altra specie, entrambi non etichettati.


Sullo stesso banco un altro esempio di esposizione “virtuosa” è offerto dalle Capesante atlantiche (quelle nostrane o mediterranee sono ormai rarefatte per eccesso di prelievo!) impilate una sull’ altra, dove i gusci sicuramente non sterili… sono a stretto contatto con la parte edule dei molluschi e per economizzare spazio non poteva mancare uno stretto contatto con dei filetti di Persico africano (importato e devastante nei grandi laghi africani) per un mix batterico afro-lacustre e Atlantico!


Come si nota in tutte le immagini , non vi è un prezzo esposto, un’etichetta con la denominazione della specie,la sua provenienza e il metodo di pesca!

Tutte queste informazioni sono obbligatorie e chi acquista deve pretenderle se non si vuol dare spazio al flagello della pesca illegale oltre che far rispettare il diritto di essere tutelati anche dal punto di vista sanitario.

Il compito di BFGF non è quello di far denunce (per ora!),ma d’informare e contribuire a diffondere consapevolezza per una maggior tutela della biodiversità marina.
In questo caso siamo come anticipato, in una situazione da selvaggio West …dove nessuna regola veniva rispettata ,mentre nello specifico emerge il genocidio commerciale degli organismi che ancora popolano i mari con l’ulteriore spregio di averli tutti obbligati a coabitare con plastiche a varie dimensioni, sia macro che micro conseguenti alle attività e incuria degli umani.

I nativi americani dopo essere stati sterminati ….un qualche trattato di pace l’hanno anche poi ottenuto,…..con la vita marina la guerra continua e raggiunto lo sterminio pressochè completo di molte specie , non ci saranno più organismi neanche per fare un trattato di pace che ancor oggi potrebbe essere identificato con le AREE MARINE PROTETTE .
Su questo tema scottante ,da tempo… molti convegni, molte relazioni e documentazioni ,molte dichiarazioni condivise ,ma non da tutti e che alla fine con una ben più ridotta condivisione dell’opinione pubblica mondiale, le dinamiche appaiono del tutto simili a quelle degli accordi internazionali sul CLIMA!

Roberto Di Lernia

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