C’ERA UNA VOLTA IL MARE : FINE DI UNA FAVOLA E RITORNO ALLA REALTÀ – Parte Seconda

C’ERA UNA VOLTA IL MARE : FINE DI UNA FAVOLA E RITORNO ALLA REALTÀ – Parte Seconda

Il Sud del Peloponneso è sicuramente ancora poco impattato dal turismo di massa e mostra coste aspre, talvolta interrotte da spiaggette di ciottoli dove rari ,ma annosi Tamerici possono offrire un qualche riparo d’ombra.

Le acque trasparenti e caldissime (30°C in superficie ad agosto), possono anche essere raffreddate dall’apporto di acque dolci provenienti da terra dove la copertura vegetale mostra una regale e profumatissima Macchia mediterranea.

Il paesaggio è talmente coinvolgente che è impossibile non passare del tempo in contemplazione dello scenario naturale , respirando l’aria marina e i profumi delle essenze di terra.

Camminando nella macchia e osservando con molta attenzione agli arbusti ,si può scorgere qualche bell’esemplare di Mantide religiosa (Mantis religiosa )  in una variante della sua livrea mimetica

ma se si ha amore per l’Entomologia, alzando le pietre idonee, si può avere la ”fortuna” di scorgere lo Scorpione giallo del Peloponneso ( Mesobuthus gibbosus ) di cui però è consigliabile evitare la puntura.

Se non si è presa ancora un’insolazione… la discesa in mare e il contatto con i suoi abitanti può essere veramente liberatorio soprattutto se ci si imbatte in un’organismo bello, mutabile e che a differenza degli umani è costantemente intelligente: il Polpo (Octopus vulgaris).

Con la sua capacità di cercarsi casa che di solito si adorna di conchiglie all’ingresso, fa’ valere fantasia e buon gusto, scegliendo di abitare il guscio vuoto di una Pinna nobilis.

Queste immagini mostrano purtroppo come il nostro amato mollusco  sia  diventato involontario testimone della tragedia che ha colpito negli ultimi due anni gli ecosistemi a Posidonia del Mar Mediterraneo , ovvero la moria di Pinna sp. che dalle Isole Baleari e le coste spagnole ha attraversato la Francia, l’Italia e la Grecia  per giungere ormai fino a Cipro.

La strage risulta essere causata da un mycobatterio che prende il nome di Haplosporidium pinnae la cui comparsa e rapidissima diffusione lo inquadrerebbero fra la moltitudine di specie aliene, frequentemente  introdotte dalle attività umane, oltre che in conseguenza della termofilia di diversi organismi, ora attratti dal diffuso aumento delle temperature del Mediterraneo.

E comunque ritornando al nostro Polpo.. è bene per lui stare il più possibile lontano dagli umani che nel Sud del Peloponneso usano da sempre essicarlo in corrente d’aria, per degustarlo poi grigliato insieme all’Ouzaki di rigore e comunque strapparlo alla sua esistenza, grande o piccolo che sia.

Sempre dallo stesso individuo che voleva vendere per pochi € i due micro Cefalopodi, era in offerta un esemplare di Tritone, specie di mollusco di grande valore ecologico e storico ( la Tromba degli Antichi !), ormai poco frequente nel Mediterraneo e che solo in certe zone della Grecia si ritrova ancora in bassa profondità.

Il mollusco è stato così acquistato per 10€ e immediatamente riportato nel suo ambiente naturale dove resterà finche’ non verrà ripescato per essere rivenduto ai turisti.

Che poi in questa zona della Grecia esista ancora uno spirito predatorio   verso la fauna marina e terrestre ( cartucce esplose ovunque nella “macchia mediterranea”) e in pieno “stile anni 70” del secolo scorso,  è ben evidenziato  dal numero di pescatori subacquei in attività dal mattino a sera ; questi escono dal mare con atteggiamento “macho” e trionfanti di un  misero carniere, avente  come vittime  Polpi, qualche “saragotto” e piccole Cernie dorate ( Epinephelus costae ).

Quest’ultime quasi sempre sotto la taglia riproduttiva e insieme a più rari esemplari di Cernia bruna ( Epinephelus marginatus ), vengono esposte nelle vetrine con ghiaccio dei pochi ristoranti lungo la costa.

Il risultato è che immergendosi con maschera e pinne sono evidenti la piccole dimensioni e l’atteggiamento spaventato, in particolare dei pochi Saraghi , ma anche di altre specie di potenziale interesse alimentare.

Questo comportamento fa’ da contraltare alla quantità e tranquillità delle Murene ( Muraena helena ) presenti che possono essere anche di grandi dimensioni.

Poiché alcuni esemplari sono state viste nuotare libere durante il giorno , c’è il sospetto che l’uso di esplosivo al di fuori della stagione turistica , sia una pratica ancora diffusa in questo angolo un po’ dimenticato del Peloponneso.

Infatti la Murena caccia preferibilmente di notte , ma se sul fondo trova con facilità i pesci morti non raccolti dai pescatori “bombaroli”, cambia senza problemi le propie abitudini alimentari e la si può incontrare che nuota libera anche di giorno ( come già osservato in diversi siti della Grecia decine di anni fa’: Agios Joannis e Kriti ).

Del resto la passione per le armi da fuoco, i necessari esplosivi e le costruzioni stile “fortino” con tanto di “Bombarde” a vista, sono radicate nella popolazione che si considera fiera erede degli Spartani.

L’impatto di pesca è comunque legato a piccole imbarcazioni anche se e i metodi di cattura non contemplano la “ Sostenibilità “ che rimane puramente vincolata alle ridotte dimensioni dei natanti.

Risulta quindi una relativa scarsità di pescato locale che però spunta prezzi alti nella stagione turistica e ciò può spiegare come ogni mezzo possa essere preso in considerazione per assicurarsi un guadagno sicuro nei mesi estivi.

Nei piccoli minimarket e per un consumo locale abitudinario sono disponibili e in “triste” evidenza le  confezioni di surgelati e congelati provenienti dagli Oceani del Pianeta… con basso costo e qualità mediocre se non scadente.

Come poi in zona gli umani possano raggiungere taglie di tutto rispetto, non può certo quindi dipendere da un  consumo di pescato locale , ma si propenderebbe a vedere un nesso con una dieta mediterranea molto farinacea, supportata da una voracità costante anche al di fuori di pranzi e cene.

Ritornando in mare e alle emozioni che si possono provare , la visione di Tartarughe Caretta (Caretta caretta  ) frequenti ,fiduciose e di tutte le dimensioni è sicuramente uno dei grandi pregi di questo angolo del Mediterraneo.

Prediligendo acque calde anche in relazione ai loro comportamento riproduttivo, nuotano sull’abbondante Posidonia o vanno a brucare in acque basse le alghe di loro gradimento.

Se l’aumentata temperatura delle acque è favorevole al metabolismo delle Caretta , non lo è sicuramente per gli equilibri degli ecosistemi del Mare Nostrum che ha visto in un paio di decadi spostare l’isoterma dei 25°C da Oriente a Occidente e da Sud a Nord con picchi da Mar Rosso in estate.

Alcune misurazioni di temperatura hanno mostrato che nel Nord Adriatico temperature di questo valore possono raggiungere anche i 40 metri di profondità con tutte le conseguenze di un mancato ricircolo e perdita di ossigenazione in acque che hanno anche mediamente  questo questo limite di profondità, almeno fino all’altezza di Ancona.

Così oltre che in Grecia, un aumentato fronte termico caratterizza oggi la Sardegna , l’Arcipelago Toscano e ancora più a nord la Liguria.

Conseguenze ? la risalita verso nord di specie autoctone termofile tipiche del Sud Mediterraneo, ma anche la rapida colonizzazione di specie “aliene” (alloctone ) dalle aree subtropicali dell’Atlantico e con impatto ancora più significativo dal Mar Rosso attravers il  Canale di Suez.

Alcune di queste specie, come il Pesce coniglio scuro (Siganus luridus) hanno occupato gli spazi ecologici di Salpe e Triglie e in particolare nel Sud del Peloponneso sono così frequenti …che finiscono anche fritti e non sgradevoli nei piatti o morti per cause sospette sul fondale dove vengono divorati dagli invasivi e urticanti Vermocani ( Hermodice carunculata ).

Questi vermi Policheti , cosmopoliti e termofili, sono un flagello nell’isola di Linosa dove in pochissimo tempo riescono a procurare danni al pescato impigliato nelle reti ed ora sono anche protagonisti di una risalita verso le acque riscaldatesi del Tirreno dove son sempre stati presenti ,ma sporadici.

Tornando alle specie aliene e termofile concludiamo la rassegna fotografica con la segnalazione di due specie non gradite provenienti dal Mar Rosso  il Pesce palla ( Turquigener flavimaculosus ) e soprattutto il Pesce Scorpione (Pterois miles) che segnalato pochi anni fa nel Mediterraneo orientale  e recentemente fotografato in Sicilia ( Oasi di Vendicari) , stà rapidamente invadendo le aree più calde del Mare Nostrum.

E’ specie molto pericolosa per le sue punture , sicuramente non timida al cospetto di un umano in acqua ed assai aggressiva verso le altre specie autoctone, se di dimensioni atte alla sua predazione.

Nei Caraibi ,introdotti accidentalmente (rilascio da acquari?) , sono  considerati un vero flagello per l’ecosistema ,ma appurato che come  “Scorfani”, hanno carni di buona qualità , vengono ora pescati e serviti con successo nella ristorazione locale.

In Grecia al momento non vengono catturati , ma diamo per certo che fra non molto e appena compariranno “a gratis“ anche in Liguria …, non mancheranno di certo nelle varie “paste allo scoglio”e nei “fritti di paranza” !

Mangiarli …con buona pace di qualche vegan che ci legge, è e sarà una buona pratica per proteggere le specie originarie.

Col Pesce palla ciò non è possibile perché la Comunità Europea ne vieta la vendità e consumo per la sua letale tossicità, se non opportunamente lavorati da qualche “banzai fish-man” !

Federico La Marca

Ringrazio Federico La Marca per le riprese col drone  e per le preziose immagini subacquee acquisite nel Sud del Peloponneso….. dove la favola rimane circoscritta alla meravigliosa unicità dei paesaggi e grazie all’affascinante presenza notturna e ululante del bellissimo  Sciacallo dorato  ( Canis aureus ) , ma dove neppure Poseidon  che in zona si ritrova pure un’ antico tempio a Lui dedicato, ha potuto impedire gli effetti impattanti sul suo Regno d’Acqua conseguenti alle attività sciagurate degli umanoidi  ( Riscaldamento climatico, scarico di acque di zavorra contaminate da specie aliene, assenza di regole, pesca eccessiva ,plastiche…etc)  .

C’è da aspettarsi un prossimo suo divin castigo? Staremo a vedere!

Roberto Di Lernia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *