MUTO COME UN PESCE

MUTO COME UN PESCE

L’affermazione “muto come un pesce” corrisponde ad una superata e diffusa convinzione, basata sul fatto che in mare non sono percepibili rumori e suoni paragonabili a quelli che possono emettere gli organismi vertebrati sulla terra ferma .

Questa affermazione veniva anche proposta con le  prime esplorazioni scientifiche e subacquee dal Capitano  Jacques  Cousteau e fù anche consolidata e diffusa con un suo lungometraggio di successo  nei primi anni 50 del secolo scorso e intitolato “ Il Mondo del Silenzio” .

Oggi sappiamo e da tempo che le profondità marine sono piene di suoni emessi dai più svariati organismi per comunicare e che si può parlare di mondo silenzioso …solo se il nostro riferimento sono le realtà delle nostre vite urbane, perennemente inquinate da ogni tipo di rumore.

Tuttavia il significato di “ muto come un pesce “ è ancora valido ,se facciamo riferimento all’omertà  imposta con violenza e fino a conseguenze estreme  nelle società inquinate dal fenomeno mafioso.

L’omerta  è una necessità  imprescindibile per chi pratica attività  illegali in un contesto organizzato dalla criminalità ed è noto che deroghe a questa esigenza possono portare a morte violenta chi denuncia pratiche e affari illegali.

Nell’articolo di dicembre avevamo posto all’attenzione di chi segue il nostro sito, le modalità con cui un mafioso siciliano dal nome immaginario di zù Tano, dalla Sicilia imponeva la vendita di pescato proveniente dal Marocco ,nei mercati non solo dell’isola ,ma anche in quelli di Roma ,arrivando a Milano e addirittura in Germania.

L’interesse mafioso per i mercati urbani della capitale e del nord, è dovuto ai prezzi che si possono spuntare anche fino a quattro volte quello di partenza ; il guadagno illecito è anche poi garantito dall’imposizione forzata o collusa nei punti vendita del pescato.

Specie elettive per questo lucro illegale, sono quelle che il mercato non cessa mai di richiedere  e in particolare il Pesce spada e il Tonno rosso.

Entrambe le specie possono essere pescate  senza rispetto di “quote,taglia e stagione e senza sbarcare la preda nei porti ,ma servendosi di barche che raggiungono in mare il battello pirata.

Arrivato a terra il pescato illegale vieni distribuito o imposto a ristoratori locali, oppure caricato su furgoni non sempre idonei alla conservazione della “merce” ,può viaggiare  fino a raggiungere le piazze importanti del Centro e Nord Italia.

Vengono così anche evitati i controlli veterinari d’obbligo e  direttamente riforniti i punti di consumo più  idonei a portare a termine l’affare.

Una forma di ricettazione ittica che può essere oggetto di consumo privato,nella ristorazione  e giungere anche nei mercati rionali non sempre controllati in modo efficace.

I Pesci spada sempre più piccoli non mancano mai ovunque ,mentre il Tonno rosso  al fine di non richiamare troppo l’attenzione ,quando compare …non è mai intero, ma offerto in trancii  e pezzi di ridotte dimensioni.

Le regioni calde per questi traffici a partire dalla Sicilia  (mafia), sono  la Calabria ( n’drangheta),la Campania (camorra) e la Puglia ( sacra corona unita ), dove però per queste due ultime, il pescato illegale viene prevalentemente fatto sparire nelle pance dei consumatori locali.

Ne consegue che  la maggior direttrice di traffico verso il Nord ,dalla Sicilia passa quasi “naturalmente” dalla Calabria ,dove la pesca dello “ pisci spata” ha antiche e radicate tradizioni e un porto di riferimento ,come  quello di Cetraro.

Di questo paese  origina anche il clan dei Muto,  il cui fondatore n’dranghettaro  era soprannominato “il re del pesce”, in quanto in grado di gestire con criteri di monopolio e metodologie tipiche dell’organizzazione, tutta la pesca locale della costa calabra, giungendo attraverso accordi con la camorra anche al Cilento.

Sembra un gioco di parole , ma il mercato dei prodotti ortofrutticoli a terra in Calabria era fino a poco tempo fa gestito dal clan dei Pesce  che si erano evidentemente accordati affinchè i Muto potessero monopolizzare il pesce ,ma non intralciarsi coi Pesce.

Se desiderate informazioni più esaustive ,ma fuori dall’obiettivo principale di questo articolo, basta che con un motore di ricerca usiate le parole chiave  n’drina Pesce e n’drina Muto ! ( le n’drine sono le emanazioni locali della n’drangheta è sono un prodotto tipico come la n’duja !)

Ora poiché anche se molti componenti dei clan non siano più in libera circolazione, è impensabile che le attività illegali della pesca siano sparite e che le specie marine minacciate fino al rischio di estinzione traggano un duraturo beneficio in conseguenza dell’azione coordinata di Magistratura,  Finanza, Polizia di stato e Carabinieri

Il terreno è fertile perché il “vuoto temporaneo” operato delle forze dell’ordine, sia colmato da latenti e potenziali clan come quelli virtuali  di Vincenzo Colanduja e  Vincenzo Colafico o quello temibilissimo di Vincenzo Colacazzu ( già potenzialmente segnalato nei film reality di Antonio Albanese)

BFGF quindi non può restare “muto come un pesce”  e suggerisce a chi ci  segue e condivide le nostre preoccupazioni per la sorte dei mari alcune indicazioni forti  che se applicate con convinzione ,non possono non sortire effetti positivi  :

ABOLITE PESCE SPADA E TONNO ROSSO DALLE VOSTRE TAVOLE E NON RICHIEDETELI  NEI RISTORANTI

Ridurrete le possibilità del guadagno mafioso e darete respiro esistenziale a due specie minacciate e a  vario grado d‘estinzione; ciò è particolarmente importante per il P.spada  che ora è sempre più piccolo sui banchi pesce e per carenza di catture nel Mediterranee , viene importato da tutti gli Oceani e nell’ordine. Atlantico, Indiano , Pacifico.

-Se siete igienisti e tenete alla vostra  salute e a quella dei vostri figli , rinuncerete alla comodità del “pesce padella senza spine” ,ma eviterete di inserire nella vostra dieta metalli pesanti e tossici come il mercurio ad es., di cui il  Pesce spada in particolare è il maggior accumulatore in conseguenza della sua posizione di vertice nella rete trofica marina

LIMITATE / ABOLITE IL CONSUMO DI PESCATO SURGELATO

-difficilmente troverete surgelati di provenienza mediterranea e per rendervi conto di ciò basterà che guardiate con attenzione le etichette delle confezioni.

-Il surgelato consente di lucrare alle grandi lobbyes mondiali dellla pesca e queste continuano senza limiti a saccheggiare e svuotare le risorse marine del Pianeta.

Questa attività massiccia priva ormai diverse popolazioni costiere propio del cibo di cui nella loro esistenza hanno sempre potuto  disporre

-Gli affari mafiosi si possono innestare con successo nella pesca industriale da cui originano prodotti lavorati tra cui specie come P.spada e Tonno pinnagialla che  potete trovare  facilmente, come  affumicati o a tranci in molti supermercati

LEGGETE LE GUIDE AL CONSUMO DI BFGF

Sono scaricabili in pdf (vai alla sezione) e contengono le istruzioni per come orientarsi negli acquisti , privillegiando i prodotti della pesca artigianale proprio quella soffocata anche con metodi violenti  dalle mafie del pesce.

Imparate a conoscere i Pesci e come si presentano quando sono “freschi” e non lavorati in modalità che li rendono irriconoscibili, ma pronti all’uso anche se organoletticamente mediocri.

Agiamo perché le nostre convinzioni ci rendano protagonisti e non target passivi  delle lobby del fish food a volte pure infiltrate da interessi mafiosi.

Roberto Di Lernia

2 commenti per “MUTO COME UN PESCE

  1. Il pesce è muto, ma ha altri mezzi di espressione quando si trova adagiato sui banchi delle pescherie. Guardatelo negli occhi, guardate le sue squame, guardate il suo colore e lui vi racconterà da dove viene e da quanto tempo è in viaggio. Forse se nessuno lo mangia non si pescheranno più i suoi simili. Insomma non mangiarne uno per salvarne ,100. Stiamo raschiando il fondo. Nelle pescherie la biodiversita’ del pescato diminuiscr e anche i surgelati sono diventati banali. Leggete le etichette, per favore. Ciao.

  2. Condivido e apprezzo la franchezza e soprattutto la capacità di esporre in maniera chiara ed esaustiva un processo di mala conduzione dell’attività ittica, non posso che ammirare il tuo coraggio nel farne partecipi tutti noi. Già da tempo ho bandito dalla mia tavola certi tipi di pesce e a maggior ragione continuerò a sostenere e a divulgare il tuo messaggio.

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