AVVISO: La sindrome cinese obbliga a rimandare la serata in programma il 27 marzo

AVVISO: La sindrome cinese obbliga a rimandare la serata in programma il 27 marzo

La sindrome cinese obbliga a rimandare la serata in programma il 27 marzo a Gorgonzola (MI) “Il Pesce una risorsa da rispettare e daMare”.

Oltre ad ottemperare alle disposizioni delle autorità in seguito all’epidemia da Coronavirus da ora “Sindrome cinese” (SC), và sottolineato come in questo momento la percezione pubblica sui problemi della sostenibilità delle risorse e biodiversità di Mari e Oceani , potrebbe essere ai livelli minimi di attenzione per effetto SC.

In realtà il nostro progetto Blue Food : Green Future ? (BFGF) ,indipendentemente dall’amore per la vita acquatica a tutte le concentrazioni di salinità, pone proprio la domanda di valenza planetaria, se il cibo di mare avrà un futuro non ostante il continuo e massiccio saccheggio/strage di organismi autoctoni a tutti i livelli della posizione evolutiva.

Di questa sconsiderata mattanza, diverse sono le marinerie responsabili che utilizzando pescherecci oceanici capaci di stare in acqua per mesi e spostandosi da un punto all’altro del Pianeta , rastrellano risorse in acque internazionali, ma senza particolari remore a pescano anche in acque territoriali con e senza accordi con gli stati costieri sovrani.

In questo scenario la Cina primeggia per il quantitativo di prelievo che è stimato al 40% del pescato totale .

Anche Russi, Coreani ,Giapponesi ,Nordamericani,Norvegesi,Malesi e Spagnoli hanno ruoli attivissimi ,ma senza raggiungere mai singolarmente i quantitativi attribuiti alla flotta peschereccia cinese.

Le leggi sulla pesca internazionale vengono facilmente ignorate/aggirate e il saccheggio distruttivo rimane per il momento un business redditizio e sanzionabile con difficoltà,mancando serie intese internazionali.

Ma il Mercato orientale ha anche sue peculiarità per come vengono identificate le specie target e in particolare per la Cina popolare , abbiamo la paradossale evidenza di un regime marxista che sfrutta con grandi vantaggi le leggi capitalistiche del mercato libero .

A questa contraddizione di principio si aggiunge vistosamente il mantenere e identificare con orgoglio nazionale, le più antiche tradizioni alimentari spesso a basso standard igienico e sposando una medicina tradizionale che sfrutta tutt’ora antiche credenze le cui basi scientifiche sono quasi inesistenti.

La strage planetaria di Squali per ottenerne, mediante l’oscena pratica del finning, le pinne da zuppa è in stretta relazione con l’idea radicata che la pinna di Squalo abbia un potere afrodisiaco.

Questa è una pura suggestione priva di qualsiasi senso scientifico è che può trovare un solo ironico riscontro in un modo di dire napoletano… “Antò m’hai scassato la Pinna!”

Sull’onda dell’ossessione afrodisiaco-alimentare, vengono sacrificati i meravigliosi Pesce Napoleone ,ancora ammirabili in Mar Rosso ,ma in forte declino nell’ Oceano Indiano ,perchè molto richiesti nel mercato cinese.

In Mediterraneo sono poi sottoposte a saccheggio le Oluturie …dai Liguri chiamate anche “ belìn di mare” e gli innoqui e incommestibili Cavallucci di mare ; questi deliziosi organismi sono uno dei simboli del posiedoneto …vengono essicati e triturati per finire in pozioni medicali sicuramente a valenza non afrodisiaca ,almeno si spera in questo caso.

Se ci spostiamo sulla terra ferma ,fermo restante l’ossessione afrodisiaca, il passaggio dal medicale all’alimentare secondo tradizione , mostra profonde analogie per cui ecco che la richiesta sfrenata dl corno di Rinoceronte sia asiatico che africano, ha prtato praticamente all’estinzione le popolazioni di questi splendidi esempi dell’evoluzione dei mammiferi nei due grandi continenti.

Se il corno del Rinoceronte viene gratuggiato in una qualche “brodazza afrodisiaca”, la stessa attenzione con gli stessi risultati drammatici per la specie, vale per denti e unghioni di Tigre di cui ne sono rimaste poche migliaia in ambienti naturali sempre più ristretti.

Un riferimento più esplicito all’impiego d’interesse, lo si può confermare, osservando nelle farmacie/ mercati locali cinesi e coreani, la presenza di “peni” essicati di Cervidi ed esposti in bella vista a mò di mazzi!

Da ultimo …il Pangolino ,un povero mammifero praticamente sparito da Asia e Africa, perchè richiestissimo negli stessi mercati e di cui sono apprezzatissime le carni ,ma anche le sue squame cornee che finiscono anche loro in qualche misteriosa pozione.

Il Pangolino però potrebbe essersi anche vendicato perchè da alcuni è stato ipotizzato come uno dei possibili portatori del Virus a RNA responsabile della attuale SC.

Anche i Pipistrelli consumati arrostiti e affumicati, potrebbero essere all’origine di quanto stà capitando con la nuova virosi epidemica ormai classificata da OMS come pandemia, ma una cosa sembra accertata ,ovvero che il tutto si è originato in un MERCATO del PESCE, dove la commistione di organismi vivi sia domestici che selvatici, macellati o meno ,ma in stretto contatto col pescato e con gli umani, è stata la piattaforma per una nuova infezione da esportazione ,ovvero una nuova SC.

In conclusione, tutto ciò è per mettere in evidenza che a causa di SC non potremo trovarci per un periodo di tempo ora non definibile e per motivi di sicurezza, a parlare di SOSTENIBILITA’ DEI CONSUMI ITTICI .

E se ora l’argomento sembra secondario rispetto a quello che dobbiamo subire, è propio il CIBO e come ce lo procuriamo che deve far riflettere su come le nostre abitudini anche irrinunciabili, possano essere bruscamente e drammaticamente modificate.

Partendo da uno sconosciuto MERCATO del PESCE di uno dei tanti luoghi della Cina, paese che storicamente funge da laboratorio naturale per la produzione di forme virali a trasmississione interspecifica, ora ci troviamo a fare i conti pesanti con una variante aggressiva di un virus già noto per l’indesiderata interazione con a nuovi ospiti e tra questi l’uomo.

Noi ci rivedremo dopo la discesa del PICCO ,ovvero quando la diffusione SC consentirà le interazioni a cui eravamo abituati , ma sopratutto, quando gli esperti infettivologi ed epidemiologi daranno il segnale di cessato pericolo !!!?

Roberto Di Lernia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *